
Roma Udinese 2 a 0 guarda i goal della capolista
Intervista di Gasperini dopo Roma Udinese, le parole del tecnico che ha portato la roma in vetta al campionato
AS ROMA – UDINESE: CUORE, GRINTA E VITTORIA DA PRIMA DELLA CLASSE
Ragazzi… che domenica!
All’Olimpico ieri non si è vista solo una partita di calcio: si è vista LA ROMA, quella con la R maiuscola, quella che quando scende in campo senti lo stomaco che si stringe, quella che ti fa dire: “Sì, questa...AS ROMA – UDINESE: CUORE, GRINTA E VITTORIA DA PRIMA DELLA CLASSE
Ragazzi… che domenica!
All’Olimpico ieri non si è vista solo una partita di calcio: si è vista LA ROMA, quella con la R maiuscola, quella che quando scende in campo senti lo stomaco che si stringe, quella che ti fa dire: “Sì, questa squadra è roba nostra. Questa qui lotta per noi.”
L’INGRESSO IN CAMPO: IL FUOCO NEGLI OCCHI
La squadra è entrata che sembrava avere la fiamma dentro. Non era solo una giornata di campionato, era una dichiarazione:
La Roma è prima e vuole restarci.
E tutto lo stadio lo ha capito.
Coreografia da brividi, sciarpe alte, la Curva Sud che sembrava un vulcano pronto ad eruttare. L’Udinese? Onesta, volenterosa… ma ieri era chiamata a fare da comparsa nella nostra storia.
IL GIOCO: CALMA, CORAGGIO E POI COLTELLO FRA I DENTI
La Roma ha giocato come gioca una squadra che sa quello che vuole: niente frenesia, niente paura, solo testa e cuore.
Là dietro muro su muro, a centrocampo padroni del mondo, davanti la cattiveria giusta.
E quando è arrivato il gol…
MAMMA MIA.
Un’esplosione di voce, di braccia al cielo, di lacrime, di abbracci tra sconosciuti.
È la Roma questa: gente diversa che diventa famiglia.
IL FINALE È STATO UN ATTO DI FEDE
Perché noi romanisti non vinciamo mai senza soffrire, eh?
Gli ultimi minuti col fiato sospeso, la Curva che spingeva, lo stadio che tremava.
Ma alla fine…
È arrivato il triplice fischio.
E siamo scoppiati tutti: un boato che si è sentito fino a Trigoria.
PRIMI IN CLASSIFICA
Leggetelo bene.
Ripetetelo piano.
Assaporatelo:
PRIMA. LA. ROMA.
Non ci regalano niente, non ci è mai stato regalato nulla.
Ma essere là sopra, adesso, così… ha un sapore che solo chi vive questa città lo può capire.
PERCHÉ NOI NON SIAMO TIFOSI. NOI SIAMO FEDE.
La Roma è la sveglia la mattina, è l’umore per tutta la settimana, è quel brivido quando senti l’inno, è la lacrima che ti scende anche se fai finta di no.
E ieri la squadra ha giocato come giocherebbe un romanista:
Con il cuore in mano
Con la faccia contro il vento
Senza mai abbassare lo sguardo
AVANTI COSÌ
La strada è lunga, nessuno ci regalerà nulla…
Ma se questa Roma continua così, con questa fame, con questa cattiveria, con questa SPINTA DEL POPOLO, allora sì… possiamo sognare.
E ricordatevelo tutti:
LA ROMA NON SI AMA PERCHÉ VINCE.
LA ROMA VINCE PERCHÉ LA AMIAMO.
DAJE ROMA DAJE.
SEMPRE.
MO’ PIÙ CHE MAI. 🟡🔴🔥
Tifosi della Magica, preparatevi a ululare di gioia!
Ieri allo Stadio Olimpico di Roma, la nostra amata AS Roma ha fatto vibrare le tribune con una prestazione che profuma di grande impresa: vittoria per 2-0 contro la Udinese e primo posto solitario in classifica!
🎉 Il racconto della partita
Dopo un avvio equilibrato, è arrivato il momento che i nostri cuori aspettavano: al 42′ del primo tempo, un fallo di mano dell’Udinese nell’area di rigore ha spalancato il varco al capitano Lorenzo Pellegrini che ha trasformato il calcio di rigore con freddezza.
Nel secondo tempo, al 61′, è stato il turco Zeki Çelik a infilare il raddoppio con un’azione costruita con il cuore e l’ingegno della nostra squadra: triangolo con Gianluca Mancini e gol.
L’Udinese ha provato a reagire, ma la nostra difesa reggeva, e il portiere Mile Svilar è stato decisivo in almeno un paio di occasioni.
💛❤️ Perché questa vittoria vale tanto
Il plus di classifica: con questi tre punti, la Roma sale in vetta alla Serie A con 24 punti, davanti a Milan e Napoli.
La solidità difensiva: la squadra continua a dimostrarsi una fortezza. Non solo i gol, ma soprattutto non concedere reti fa la differenza.
Il segnale che arriviamo da protagonisti: non più squadra che sogna, ma squadra che agisce. Fin dalle battute iniziali si è capito che la Roma voleva imporre il proprio gioco.
🔥 Dal cuore della Curva
Ragazzi, ieri c’era un’atmosfera da brivido: il boato al momento del rigore di Pellegrini ha fatto tremare le gradinate, e quando Çelik ha infilato il secondo, è esplosa la Sud in un tripudio di bandiere giallorosse. Si è visto che la squadra ha sentito la fiducia del popolo romanista.
È una vittoria che sa di “questo è il nostro anno”, lo possiamo sentire nell’aria. Non è un sogno, è realtà in costruzione.
📝 Qualche nota “da dietro le quinte”
L’Udinese ha tentato di pressare, ma la Roma ha saputo gestire i momenti difficili con sangue freddo.
Il tecnico Gian Piero Gasperini (sì, proprio lui) sta imprimendo una mentalità vincente: meno fronzoli, più concretezza.
Attenzione però: non bisogna adagiarsi. Gli obiettivi sono alti e la strada lunga. Ma con questa attitudine possiamo davvero puntare in alto.
🚀 E adesso?
La sosta nazionale arriva al momento giusto per ricaricare le batterie, ma al ritorno la Roma dovrà continuare sulla scia di questa prestazione: aggressiva, compatta, determinata. I tifosi sono pronti: voi ce la farete squadra, noi ci saremo settimana dopo settimana, con il cuore in gola e la voce in gola.
In conclusione, compagni giallorossi: ieri non è stata solo una vittoria. È stata una dichiarazione d’intenti.
La Roma è tornata, e noi siamo con lei, sempre. Forza Roma! 💛❤️
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Milan – Roma 1-0 : cronaca di un’amarezza che brucia nel petto
Ieri sera, sotto le luci cupe di San Siro e davanti a migliaia di cuori giallorossi arrivati da Roma e dintorni, si è consumata un’altra pagina dolorosa nella lunga saga tra Roma e Milan. All’ombra dei riflettori, la Roma ha...Milan – Roma 1-0 : cronaca di un’amarezza che brucia nel petto
Ieri sera, sotto le luci cupe di San Siro e davanti a migliaia di cuori giallorossi arrivati da Roma e dintorni, si è consumata un’altra pagina dolorosa nella lunga saga tra Roma e Milan. All’ombra dei riflettori, la Roma ha combattuto, ha creduto, ha pressato, ma alla fine è uscita sconfitta per 1-0, vittima dell’unico affondo rossonero e — come spesso capita — di quegli episodi che il destino sembra riservare alle grandi sfide.
⚽ Il racconto della partita
La partita è sembrata fin dall’inizio più una prova di resistenza che una semplice sfida tecnica. La Roma ha tenuto il pallino del gioco, ha costruito occasioni e ha cercato con insistenza di scardinare la difesa milanista. Ma spesso, nel calcio, non basta giocare bene: bisogna essere freddi, precisi, cattivi. E in quelle caratteristiche il Milan è stato più concreto ieri sera.
Il gol decisivo è arrivato al 39′ del primo tempo: Leão parte in contropiede, accelera, salta il diretto avversario e serve Pavlovic che, con freddezza, batte la porta giallorossa. San Siro esplode, la Roma si ritrova a rincorrere.
Nella ripresa è l’urlo disperato di una squadra che vuole recuperare. Il palo di Nkunku, le occasioni divorate, la speranza che pulsa in mezzo al tifo. E poi quel momento che ti gela il sangue: un calcio di rigore assegnato alla Roma a tempo quasi scaduto — ma Maignan vola, tuffa, respinge, e condanna i giallorossi all’amaro destino.
È l’ennesima dimostrazione che in queste sfide, ogni dettaglio conta. Un contrasto, uno scatto, un’intercettazione, un tocco di mano: e se la fortuna decide di voltarti le spalle, torni a casa con l’amarezza addosso.
💔 Sotto il profilo emotivo: rabbia, orgoglio, delusione
Da curva, da tifo vero, da chi sogna la svolta e la riscatta, ieri sera è stata una ferita. Una di quelle che bruciano a lungo e continuano a ricordarti che questo mestiere — il sostenere la Roma — è fatto di gioie e di sofferenze in egual misura.
Perché ieri la squadra ha dato tutto. Non ha snaturato l’identità. Ha provato a fare la partita, a schiacciare, a colpire ancora. E, in certi momenti, ha comandato il ritmo, ha soffocato il Milan. Ma non è bastato.
E allora restano i “se”: se avessimo segnato quel gol, se quel tiro fosse stato più preciso, se quel cross fosse entrato, se quel momento di disattenzione non fosse successo. Troppi “se” che pesano come massi sul cuore giallorosso.
Gasperini, nel post-gara, ha parlato chiaro: «Abbiamo fatto il salto di qualità, ma ci manca quella malizia, quel gol sporco, quell’episodio che decide la partita». E ha ragione. I ragazzi sono lì, pronti, ma occorre ancora un pizzico di cinismo, quel guizzo che chi vince queste sfide ha dentro.
E poi c’è il caso Paulo Dybala: un infortunio durante l’esecuzione del rigore — una beffa nella beffa — che costringe la squadra a valutare la sua condizione nei prossimi giorni. Un’assenza che pesa.
🔥 Il tifo e la battaglia sugli spalti
Fuori dal campo, sui gradoni e nelle curve, il cuore giallorosso ha pulsato forte. I nostri non hanno mai smesso di cantare, di spingere, di credere. Anche quando il risultato era contro, anche quando tutto sembrava girato male, c’era quella luce che solo chi ama la Roma può tener accesa: la speranza.
E quando è finita, con la testa bassa e le mani sporche di rabbia e delusione, il coro finale è stato un urlo: «Avanti Roma!». Perché i veri innamorati non mollano mai.
🍂 Conclusione: non è finita. È una battaglia che continua
Sì, la sconfitta brucia. Sì, c’è il dispiacere. Ma ieri abbiamo visto una Roma viva, una Roma che non si nasconde, che non gioca per pareggiare. E questa è una base su cui costruire.
Il risultato non cambia che siamo lì, in corsa, vicinissimi, con la voglia di ribaltare il destino. Il calendario non è gentile, ma neanche noi lo siamo: lotteremo, correremo, urleremo fino all’ultimo secondo.
Perché essere romanisti significa anche saper patire, saper restare al fianco della squadra nei momenti difficili. E stasera, con ancora l’eco delle note dei nostri cori nelle orecchie e le emozioni a mille, ci sentiamo più uniti che mai.
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Vittoria sofferta, cuore da leoni: AS Roma-Parma
Che serata all’Stadio Olimpico: i nostri ragazzi hanno dato tutto, con la maglia sul cuore, e hanno portato a casa tre punti d’oro contro un avversario che non ha mai mollato. Il risultato finale non racconta tutto – Roma 2, Parma 1 – ma parla...Vittoria sofferta, cuore da leoni: AS Roma-Parma
Che serata all’Stadio Olimpico: i nostri ragazzi hanno dato tutto, con la maglia sul cuore, e hanno portato a casa tre punti d’oro contro un avversario che non ha mai mollato. Il risultato finale non racconta tutto – Roma 2, Parma 1 – ma parla chiaro del nostro spirito.
Primo tempo: rabbia, lotta e qualche brivido
Sin dall’avvio si capiva che sarebbe stata una battaglia. Il Parma non si è fatto certo intimorire: pressing, fraseggio e voglia di sorprendere. E noi? Noi abbiamo risposto con la grinta che caratterizza chi veste il giallorosso.
Nonostante la pressione esterna, il nostro reparto difensivo e il centrocampo hanno retto bene. Però, come spesso capita, è mancata quella scintilla per sbloccare la partita nei primi 45 minuti. E qualche brivido lo abbiamo avuto: .
Il momento della svolta
Al 63° la magia: Mario Hermoso svetta sul corner e trafigge la rete. È quell’attimo in cui il cuore dello stadio ruggisce, quando la curva in piedi fa tremare le gradinate e la sciarpa alza l’onda del sostegno in un’unica voce.
Poi, quando sembrava che potessimo gestire tranquilli, al minuto 81 arriva il colpo del KO: Artem Dovbyk, con uno scatto, un controllo e un diagonale perfetto, chiude la partita. Il pubblico esplode, lo stadio vibra: è Roma che cerca la vetta.
Finale col brivido
Ma non pensate che fosse finita. Il Parma prova la beffa, e al minuto 86 è stato gol di Alessandro Circati: rimessa lunga, spizzata, volèe. La curva si trattiene il fiato, perché sai che basta un blackout per rovinare tutto.
Però no: la Roma stringe i denti, gioca con il sangue negli occhi e porta a casa una vittoria che vale più di tre punti. Perché dimostra carattere.
Cosa ci ha detto questa partita
Siamo vivi: in un campionato che è una giungla, la Roma risponde presente. Con 21 punti dopo 9 giornate ci portiamo a ridosso della vetta.
Non siamo perfetti – ma ci siamo: ci sono stati momenti di difficoltà, qualche incertezza. Ma è nel saper reagire che si costruiscono i grandi gruppi.
La curva conta: dall’inizio alla fine, l’Olimpico ha spinto, ha sostenuto, ha creduto. E i giocatori lo hanno sentito. È quella energia che fa la differenza nei finali concitati.
Avanti con fame: questa squadra sa che può crescere ancora. E noi, tifosi, lo sappiamo: ci siamo, siamo pronti, alziamo il grido.
E ora?
Si gira pagina e si pensa al prossimo obiettivo. Ma con questa certezza: quando indossiamo la maglia, ogni partita è un derby, ogni avversario è un ostacolo da superare con orgoglio.
Questa vittoria rimarrà nella nostra memoria. Perché è costruita con la voglia, la sofferenza, la gioia. Perché è la Roma – e noi siamo con lei, sempre.
Forza Roma! Sempre e solo Roma!
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AS Roma alza la voce: 1-0 sul US Sassuolo Calcio, e che sentirsi vivi!
Amici giallorossi, oggi al Mapei Stadium – Città del Tricolore lo abbiamo fatto in grande stile. Non era facile: trasferta in Emilia, ambiente teso, la squadra reduce da qualche passo falso. Ma oggi, con il cuore e con la...AS Roma alza la voce: 1-0 sul US Sassuolo Calcio, e che sentirsi vivi!
Amici giallorossi, oggi al Mapei Stadium – Città del Tricolore lo abbiamo fatto in grande stile. Non era facile: trasferta in Emilia, ambiente teso, la squadra reduce da qualche passo falso. Ma oggi, con il cuore e con la maglia, siamo tornati a respirare da protagonisti.
Il risultato: Sassuolo 0 – Roma 1. Vittoria sofferta, ma meritata, e soprattutto fondamentale.
🎯 Il momento-chiave
Al 16’ del primo tempo, l’istante in cui tutto si è acceso: Paulo Dybala, la nostra “Joya”, raccoglie un rimbalzo in area, tira con freddezza e batte la porta. GOOOOOOAL!
Quel momento ha fatto esplodere la curva, ha fatto vibrare i nostro cuori. Un lampo d’intelligenza, un lampo di rabbia: “Siamo qui, siamo la Roma”.
🛡 Difesa, grinta e resistenza
Sassuolo non ci ha regalato nulla. Hanno provato, hanno spremuto, hanno alzato la pressione. Ma noi abbiamo risposto con ordine, concentrazione, e quel pizzico di “fame” che mancava da troppo.
Le statistiche dicono: possesso palla circa 59% per noi.
Non abbiamo brillato in attacco come nelle migliori serate, ma oggi contava solo una cosa: portare a casa i tre punti. E l’abbiamo fatto.
🔥 La curva, l’atmosfera, la rabbia buona
Immaginate la curva sud che urla: “Roma! Roma!”. Stendardi che si muovono, eco che rimbomba. In trasferta spesso si sente meno, ma oggi, anche lì, i nostri hanno fatto sentire la loro presenza.
Si sentiva la tensione, certo. Ma si sentiva anche la consapevolezza che non si doveva perdere. E non l’abbiamo fatto.
✅ Cosa ci resta e cosa migliorare
I punti positivi:
La fame di vincere. Dopo qualche scivolone, oggi ci siamo comportati da squadra che lotta.
Il gol temprato da Dybala e la voglia di non mollare.
Il controllo della partita, pur con momenti difficili.
Le note su cui lavorare:
L’attacco deve essere più incisivo: poche occasioni nette, troppo spesso dobbiamo accontentarci di sprazzi.
Gestire meglio i momenti di pressione: quando l’avversario spingeva, qualche imprecisione l’abbiamo concessa.
Essere più cinici: un gol solo oggi poteva sembrare abbastanza, ma in certe partite serve il raddoppio per togliere il fiato all’avversario.
🎯 Che significato ha oggi?
Questa vittoria non è solo +3 in classifica: è ritrovare fiducia. Ci ricordiamo chi siamo: la Roma che soffre, che lotta, che non molla.
E soprattutto è un messaggio per tutti: per la squadra, per i tifosi, per gli avversari. “Siamo ancora qui, e ci siamo sul serio”.
📅 E ora? Lo sguardo al futuro
Adesso non possiamo fermarci. Questa partita va consolidata: serve continuità, serve la prossima battaglia. La Serie A è lunga, piena di insidie, e oggi abbiamo dimostrato che possiamo uscire anche da ambienti difficili.
Ma occhio: le partite come oggi sono pericolose se ti rilassi. Continuiamo su questa linea: cuore, grinta, Roma.
💬 Alla fine… un pensiero per la Curva
A voi che siete stati sugli spalti, a chi ha sostenuto anche da fuori, a chi ha creduto anche quando i risultati non erano perfetti: grazie.
Oggi la Roma non ha tradito chi la ama. Oggi la Roma ha risposto.
E adesso, con il braccio alzato, con il coro che parte: Forza Roma! Sempre forza Roma!
Domani la testa torna al campo, all’allenamento, alle analisi. Ma stanotte? Stanotte posiamo lo sguardo sulla vittoria, sul rosso-giallo che pulsa. Stanotte quel “1-0” vale tanto, tantissimo.
Avanti così, Roma. Sempre avanti.
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ROMA 1-2 VIKTORIA PLZEN — UNA NOTTE DA INCUBO ALL’OLIMPICO
Ieri sera all’Olimpico non è stato solo un match: è stato un terremoto emotivo per chi ama questa maglia.
Ho ancora dentro rabbia, delusione, quel groppo in gola che non se ne va. Ho visto una Roma che non riesce a mordere, che crolla...ROMA 1-2 VIKTORIA PLZEN — UNA NOTTE DA INCUBO ALL’OLIMPICO
Ieri sera all’Olimpico non è stato solo un match: è stato un terremoto emotivo per chi ama questa maglia.
Ho ancora dentro rabbia, delusione, quel groppo in gola che non se ne va. Ho visto una Roma che non riesce a mordere, che crolla all’improvviso, che spreca. Una Roma che ieri ha perso non solo la partita, ma un pezzo di credibilità europea.
Il copione si ripete
Eravamo carichi, convinti che finalmente qualcosa potesse girare per il verso giusto. Invece, bastano venti minuti — neanche trenta — e siamo già dietro 0-2. Primo gol di Adu, poi un missile di Souaré che si infila alle spalle di chiunque tenti di fermarlo. In tre minuti ci fanno male, e lo fanno con una precisione che quei piccoli gruppi cechi sognavano.
La Roma ha il possesso palla, domina (secondo le statistiche, circa il 68% di possesso)
tira venti volte con otto conclusioni in porta
… ma è come tirare petardi contro un bunker. Nulla passa. Nulla esplode.
La reazione, timida e insufficiente
Nel secondo tempo, finalmente, il rigore (assegnato dopo controllo VAR su fallo di mano su testa di Pisilli) diventa la luce: Dybala lo trasforma con il sangue gelato. Il cuore si riaccende, si spera. Ma la speranza è una candela contro il vento. Le occasioni arrivano — e quante — ma nessuno le concretizza. Una traversa, deviazioni di poco, pali dell’immaginazione. Non basta.
Inizia il massacro emotivo: cambiano Ziółkowski per El Shaarawy, cercano di scuotere la squadra – ma la massa di errori è già troppo ingombrante per recuperare. Alla fine, fatichiamo a spingere come dovremmo. E così il 1-2 rimane fino al fischio finale. È finita, per l’ennesima volta.
I colpevoli (non facili) e le responsabilità
Non è solo colpa dei giocatori — ma guai a nascondersi dietro scuse dopo prestazioni simili:
Difesa e centrocampo troppo leggeri nelle transizioni. I cechi, con meno talento apparente, hanno sfruttato ogni spazio.
Attaccanti e rifinitori fanno la fila: vogliamo vedere pugni, vogliamo vedere lupi, non passacarte.
La dirigenza: investimenti, promesse, sogni. A volte sembra che la rosa non sia adeguata per competere davvero in Europa.
L’allenatore: ha idee, speriamo abbia anche il coraggio nei momenti decisivi. Ma se continui a subire così, è legittimo chiedersi: dove sono le contromosse?
Gasperini, dopo la gara, ha ammesso che il problema è “mancanza di qualità offensiva più che di impegno”
Ma non basta dirlo: bisogna dimostrarlo in campo.
Questa curva non dimentica
Noi, supporter, non stiamo mai in silenzio. Sentiamo il vento della delusione, ma anche la foga di reagire. Il tifoso aspetta amore, sangue, fame — non giustificazioni. Vogliamo vedere una Roma che non molla, che non ha paura di spaccare l’aria. Vogliamo storie di riscatto, non di rimpianto.
Questa sconfitta pesa come un macigno sulle spalle. In Europa non si può sbagliare ogni partita o quasi. Ogni errore ti squalifica moralmente prima che sportivamente.
E adesso?
Il girone non è morto, certo. Ma è appeso a un filo. Serve una scossa, una reazione che metta paura agli avversari. Serve che i giocatori sentano la fiducia e anche la pressione di chi li ama da sempre ma che pretende rispetto.
Domenica c’è Sassuolo in campionato: occasione per rattoppare nervi, smalto, convinzione. Ma con i risultati finora, ogni partita è una finale anche prima di entrare in campo. E noi stasera dormiremo con il cuore a pezzi.
Forza Roma, sempre.
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Eccoci qua, fratelli e sorelle in giallorosso: la serata dell’Europa League porta Roma e Viktoria Plzeň faccia a faccia allo Stadio Olimpico, e l’aria già vibra di tensione, speranza e ardore. Qui non è solo calcio: è fiamma che arde nel petto, cori che salgono fino al cielo e l’odore della...Eccoci qua, fratelli e sorelle in giallorosso: la serata dell’Europa League porta Roma e Viktoria Plzeň faccia a faccia allo Stadio Olimpico, e l’aria già vibra di tensione, speranza e ardore. Qui non è solo calcio: è fiamma che arde nel petto, cori che salgono fino al cielo e l’odore della vittoria che deve tornare a Roma.
🔥 Il contesto: una Roma in cerca di riscatto
L’urna ha riservato ai Giallorossi uno scontro di quelli pericolosi: non un top club europeo, ma non certo una comparsa da sottovalutare. Plzeň arriva senza timori reverenziali — reduce da prestazioni altalenanti, ma galvanizzata da un cambio in panchina recente e da risultati incoraggianti lontano da casa.
Per Roma, invece, la situazione è tesa. Le ultime uscite — sconfitta interna con l’Inter in Serie A e la battuta d’arresto nel girone di Europa League contro il Lille — pesano come macigni.
La pressione è forte, l’ambizione è enorme: non si può più tergiversare.
Gasperini, col suo spirito da guerriero, sembra intenzionato a rimescolare le carte: Artem Dovbyk torna a guidare l’attacco, affiancato da Dybala ed El Shaarawy; il falso nove sembra archiviato.
Dove servono equilibrio e spinta, e dove uno sguardo al turnover potrebbe dare freschezza.
🛡️ L’avversario: Plzeň non è venuta per fare la comparsa
Il Viktoria Plzeň non è squadra da sottovalutare. È esperta nelle trasferte europee: da inizio 2024/25 ha perso solo 3 delle ultime 11 gare fuori casa in competizioni continentali.
Ha cambiato allenatore – è il terzo della stagione europea – e questo potrebbe portare un’onda di entusiasmo e novità.
Certo, dovranno fare a meno del difensore Doski, squalificato dopo una rossa – un’assenza che Roma potrà cercare di sfruttare.
Storicamente, stiamo pari: quattro confronti ufficiali, due vittorie per Roma, una per Plzeň e un pareggio.
Eppure, spesso entrambe le squadre hanno segnato: sarà spettacolo puro.
🔔 Le squadre — ipotesi di formazioni e scelte ardite
Roma (3-4-2-1 probabile):
Svilar tra i pali; difesa con Celik, Mancini e Hermoso; in mezzo al campo, Kone ed El Aynaoui saranno affiancati da Koné e Tsimikas (in caso Angelino non ce la facesse). In avanti, Dovbyk punta centrale, con Dybala ed El Shaarawy dietro a supportarlo.
Plzeň (3-4-1-2):
Jedlicka in porta; reparto difensivo a tre con Spacil al centro; a centrocampo Memic e Cerv tengono le redini, supportati da Souaré e Valenta. In attacco spazio a Vydra e Durosinmi.
Se Roma gioca consapevole, con rabbia e controllo emotivo, potrà imporre il proprio ritmo. Se non lo farà... i cechi non perdono tempo a punire.
⚔️ Il match: momento di verità
Quando l’arbitro fischierà l’inizio, sarà battaglia vera. I romanisti presenti all’Olimpico dovranno essere la dodicesima gamba, il dodicesimo cuore. Roma ha bisogno che ogni corsa, ogni contrasto, ogni urlo sia amplificato dalla curva, dall’eco, dal fuoco dentro.
Plzeň cercherà di far male in contropiede, con transizioni rapide e attaccanti capaci di colpire dietro le linee. Roma – con i suoi esterni e la qualità dei trequartisti – dovrà premere, non dare respiro, limitare gli spazi e mandare segnali: oggi non si scherza.
Il possibile vantaggio casalingo appare come previsione frequente nei prognostici: molti vedono un 1-0 per Roma come risultato “probabile”, tenendo conto dei precedenti e del fatto che perdere due Europee interne di fila non è mai accaduto all’Olimpico dal 2014.
💥 L’urlo dello stadio: cosa può fare la differenza
Il pubblico: chi sarà all’Olimpico dovrà trasformare i gradoni in catene umane di passione, non lasciar respirare Plzeň.
Mentalità: Roma deve entrare a testa alta, senza vergogna nelle giocate, consapevole del blasone, del peso della maglia.
Coraggio e rischio: rischiare, spingere, osare – anche a costo di concedere qualcosina alla retroguardia.
Spunti individuali: può decidere un lampo, un tiro da fuori, una ripartenza di uno dei trequartisti o l’astuzia del centravanti.
💭 Prospettiva finale: speranza, attese, sogni
Questo non è un semplice match: è un bivio. Una vittoria darebbe respiro alla travolgente stagione, rilancerebbe le speranze europee e ridarebbe certezze ai tifosi che, in momenti bui, non hanno mai smesso di credere.
Sarà una serata in cui ogni pallone, ogni segno tattico, ogni scelta di Gasperini avrà peso. Un duello che può infiammare il cuore di chi vive Roma in modo totale. E noi, da curva, urlando fino a toccare le stelle, saremo lì: con sudore, con voce, con fede.
Forza Roma, che oggi l’Europa ascolti il nostro ruggito. 🟡🔴
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🔴🟡 Cuore Romanista: le ultime su AS Roma (da tifosi per tifosi)
Eccoci qua, fratelli della Curva, con le scarpe infangate e la voce roca, pronti a parlare della nostra Roma come la viviamo, giorno dopo giorno. In questo articolo vi racconto le “ultime news” con il sentimento di chi ama la maglia...🔴🟡 Cuore Romanista: le ultime su AS Roma (da tifosi per tifosi)
Eccoci qua, fratelli della Curva, con le scarpe infangate e la voce roca, pronti a parlare della nostra Roma come la viviamo, giorno dopo giorno. In questo articolo vi racconto le “ultime news” con il sentimento di chi ama la maglia fino in fondo: con rabbia, speranza, orgoglio e… qualche bestemmione giusto per stare in forma.
🆚 Roma–Inter: la battuta d’arresto che brucia
L’ultimo turno in Serie A ci ha consegnato una sconfitta dolorosa: Inter batte Roma 1-0, grazie a un gol di Bonny al 6’.
Uno schiaffo all’orgoglio, perché la squadra ci aveva illuso con qualche spunto, e invece ha ceduto troppo presto. Il gol incassato così presto ha complicato tutto, e nel corso del match la Roma ha tentato la reazione: Dybala, punizione velenosa; Dovbyk vicino al gol; Mkhitaryan che colpisce la traversa. Ma il risultato non si è mosso.
Nel post partita, Gasperini ha provato a tirar su la squadra: “Ci siamo, siamo vivi”, ha detto. Sì, lo so: è facile dirlo quando il dolore è ancora fresco. Ma almeno mostra che nessuno qui molla.
In classifica, ci troviamo in testa (o quasi, a ruota con gli altri) ma con le spalle esposte: basta un vento forte per farci vacillare.
⚡ Leon Bailey: scintilla cara che serve
Una luce in mezzo al buio: Leon Bailey ha finalmente debuttato.
Entrato a gara in corso per circa 18 minuti, ha mostrato scatti, dribbling e quel guizzo che ci mancava. Non è ancora tempo di esultare, ma perlomeno di prendere nota: potrebbe essere l’arma in più quando, stanchi, i titolari faranno fatica a reggere la pressione.
Molti tifosi ora sperano che Gasperini gli dia fiducia: magari da titolare, magari a gara in corso. Ma due avvertenze:
Non bruciamolo subito, non è un messia ma un potenziale.
Controlliamo il fisico: un aiuto tecnico senza contraccolpi infortuni diventa un infortunio stesso.
🛡️ Difesa solida, attacco in apnea
Una delle note positive di questo inizio è la retroguardia: abbiamo concesso pochissimo (anche nelle partite più difficili).
Reuters
Ma l’attacco fa fatica — solo 7 gol segnati in altrettante giornate. Vuoi che manca il ritmo, vuoi che manca la spinta, vuoi che alcuni interpreti non stanno incidendo come dovrebbero (Ferguson ad esempio).
Serve concretezza, serve un uomo che la butti dentro quando tutto sembra fermo. Serve qualcuno che spinga questa Roma dal “quasi” al “fatto”.
💭 Cosa aspettarci ora
Europa League in arrivo: occasione per scrollarci di dosso il peso della sconfitta. Serve testa fredda e gambe fresche.
Rotazioni tattiche: Gasperini dovrà mescolare le carte, provare nuovi uomini, non rimanere fisso su uno schema che a volte ci rende prevedibili.
Bailey più spesso: se il giamaicano si farà trovare pronto, potremmo finalmente avere quella spinta nel cambio partita che tanto ci manca.
Unità totale: squadra, società, tifosi — tutti devono remare nella stessa direzione. In curva sappiamo cosa significa.
Resistenza mentale: nelle giornate nere, nei momenti bui, i veri romanisti mostrano cosa significa amare una squadra. Non molliamo.
🗣️ Parola ai tifosi (di Curva)
Io ci sarò sempre, anche quando qualcuno dirà “quest’anno non si va da nessuna parte”. Perché questa maglia non è un obiettivo, è una ferita che porti addosso, è una speranza che non si spegne. Se vinceremo, rideremo tutti insieme. Se perderemo, piangeremo, ma lo faremo insieme, stretti da una sciarpa, sotto un cielo rosso‐giallo.
E quella ferita, quel dolore, quella voglia di rivincita: è la Roma. È il nostro cuore che batte forte.
Forza Roma, sempre! 🔴🟡
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Il grido della Curva: AS Roma vs Inter – rabbia, passione e un’occasione mancata
Oh, compagni di sciarpe giallorosse, ecco il resoconto che avremmo voluto trasformare in festa… ma che invece ci lascia con un sapore amaro in bocca. La partita era una di quelle che fanno battere il cuore più forte: la...Il grido della Curva: AS Roma vs Inter – rabbia, passione e un’occasione mancata
Oh, compagni di sciarpe giallorosse, ecco il resoconto che avremmo voluto trasformare in festa… ma che invece ci lascia con un sapore amaro in bocca. La partita era una di quelle che fanno battere il cuore più forte: la nostra Roma che ospita l’Inter all’Stadio Olimpico, in quella che era la possibilità di far vedere di che stoffa siamo fatti.
🎯 Le notizie della mattina
La sconfitta per 0-1 con l’Inter è realtà: gol decisivo di Ange‑Yoan Bonny al 6’, con assist di Nicolo Barella, che punisce la nostra difesa alta.
Il nostro tecnico Gian Piero Gasperini al termine dichiara che «meritavamo il pareggio» e che la prestazione non gli è dispiaciuta — ma il risultato sì.
Un episodio nel finale che ha scaldato gli animi: Federico Dimarco dell’Inter esce piano dal campo, facendo perdere tempo e provocando la reazione accesa del tecnico giallorosso.
Non dimentichiamo: era la partita che poteva regalarci la (sola) vetta della classifica. Invece la prima posizione se l’è presa l’Inter per una notte.
Cuore giallorosso: cosa ci ha dato e cosa ci ha tolto
🔥 Cosa ci ha dato
Abbiamo tenuto, abbiamo corso, abbiamo alzato l’intensità. Gasperini lo ha detto: «Ci abbiamo provato, intensità, ritmo».
Il secondo tempo è stato convincente: ragione per dire che il materiale c’è – la fiducia anche.
Il fatto che arrivassimo a questo scontro con i nervi saldi e – sulla carta – la miglior difesa del campionato, ci dà speranza per quello che può venire.
😔 Cosa ci ha tolto
Quel gol al 6’, quella verticalizzazione che ci ha trafitto. Una disattenzione della linea, un momento di sbadiglio e il piatto si rovescia.
Le occasioni ci sono state – come quella testa di Artem Dovbyk a porta vuota… e invece nulla. La nostra capacità realizzativa resta un nodo.
La sconfitta: un colpo al morale. Perché quando giochi in casa, contro un avversario diretto, con la nostra gente qui a spacchettarsi la voce … e non prendi i tre punti, è un boccone amaro da mandare giù.
🧠 Le cose che dobbiamo imparare (da Curva a Curva)
Mai mollare la linea del fuorigioco, mai sottovalutare la corsa di un avversario che scatta. Il gol lo dimostra: Barella-Bonny, fulmine.
Abbiamo difeso bene, ma l’attacco deve essere più concreto: abbiamo creato, ora serve chiudere.
Ultimi minuti = nervi tesi. Quel fallimento nel finale (l’uscita lenta di Dimarco) ci ricorda che queste partite si vincono anche con la testa.
E, soprattutto, ricordiamoci: non si vince solo per noi, si vince anche per loro. Per ogni tifoso che ha cantato, per ogni bandiera, per Roma.
📌 Per noi che sanguiamo giallorosso: il messaggio
Compagni di curva, alziamo la voce domani, dopo domani, e in ogni partita che verrà. La sconfitta non cancella la fierezza che portiamo dentro. È solo un passaggio: possiamo uscirne più forti, più uniti, più affamati.
Questo è il momento per dire: «Ok, abbiamo perso una battaglia, ma non la guerra». La maglia giallorossa pesa, e la portiamo con orgoglio. La città ci osserva, la nostra gente ci spinge — restiamo fedeli al segno distintivo: Giallorossi per sempre.
E la prossima volta che entriamo in campo, è per spaccare: per la Roma, per noi, per ogni singolo che crede che questo club meriti gloria.
🔭 E ora?
Facciamo tabula rasa: ripartiamo dagli errori, affiniamo il tiro, prepariamo la prossima battaglia. Con questa passione viva, con questa rabbia sana che ci spinge avanti. Perché contratti momentanei, ma l’amore per la Roma è eterna.
Forza Roma! Sempre avanti, mai indietro.
E chiunque dica che siamo “solo un buon inizio” gli rispondiamo: “Aspetta e vedrai”.
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🔴🟡 Roma, giorno dopo giorno: tra sogni e rogne, la fede non vacilla
Oggi la Roma vive in un’atmosfera nervosa — e perfino elettrica. Non ci sono mai momenti di tregua per chi ama questi colori, perché ogni voce, ogni fantasiosa suggestione, ogni mezz’ora di silenzio è motivo di preghiera e ansia...🔴🟡 Roma, giorno dopo giorno: tra sogni e rogne, la fede non vacilla
Oggi la Roma vive in un’atmosfera nervosa — e perfino elettrica. Non ci sono mai momenti di tregua per chi ama questi colori, perché ogni voce, ogni fantasiosa suggestione, ogni mezz’ora di silenzio è motivo di preghiera e ansia insieme. Ecco cosa bolle in pentola, cosa si mormora nelle curve, cosa ci tiene col fiato sospeso.
⚽ In campo: risultati, inspiegabili rigori e voglia di riscatto
Il campionato corre e la Roma – per fortuna — non sta lasciando che si scappi troppo davanti. In classifica, siamo lì, vicini alle posizioni nobili.
Ma gli spettri delle partite europee incombono: quel 0-1 con il Lille pesa, eccome, per i rigori sbagliati e per i rimpianti che si accumulano tra i tifosi.
E poi c’è Ferguson: la sua caviglia ha fatto tremare tutti, ma lo straccio è rimasto in panchina per troppo tempo. Gasperini sostiene che “non era in condizione”, ma noi vogliamo vederlo in campo — e vincere con lui protagonista.
Ogni qualvolta si fallisce — un rigore, una ripartenza, un dribbling sbagliato — nella mente del tifoso è una lama che lacera l’anima. È così che si vive la Roma: nell’equilibrio sottile tra speranza e terrore.
🧩 Trigoria, mercato e gestione: chi comanda davvero?
Dietro le quinte, è il caldo che fa sudare i corridoi di Trigoria.
Dan Friedkin è rientrato nella capitale, e con lui tornano progetti (e promesse) sul tavolo: progetto stadio, rilancio, identità.
Il progetto dello stadio di Pietralata è vivo: entro novembre si vuole arrivare al progetto definitivo. Si parla con il sindaco Gualtieri, si stringono collaborazioni, si cerca di dare forma al nostro futuro.
Sul mercato invernale già fioccano nomi intriganti in attacco: Zirkzee, Lookman… la Roma vuole fare “quel salto” che la trasformi da squadra che sogna a realtà concreta.
Però c’è anche la “contraddizione Gasperini vs Dybala”: si parla di un tecnico che non vuole Dybala, di una Roma che investe su nuovi profili. C’è chi dice che Gasperini abbia chiesto “una Roma senza Dybala”, con ampi poteri sul mercato.
In fondo, è sempre lo stesso copione: tra ambizione e tensioni, tra identità e cambiamenti strutturali. Ma, come sappiamo bene noi della Curva, il rumore dei muri non ci fermerà.
❤️🩹 Dai giovani al ritiro: segnali di vita
Noi non dimentichiamo i ragazzi che vengono su, che sudano Trigoria ogni giorno. E oggi qualche segnale buono c’è:
Soulé, da quando è arrivato, è uno che non si tira indietro. Il suo nome circola anche per la convocazione con l’Argentina o l’Italia: talento da coccolare.
Tsimikas ha segnato con la nazionale, portando un po’ di Roma anche là, fuori dalle mura. Una scintilla che scalda il cuore.
Eppure, ci sono assenze che pesano: Wesley e Bailey sono ancora a parte, Angelino non al top. Il corpo squadra non è ancora al completo, e ogni giorno che passa con uomini ridotti complica i piani di Gasperini.
🎙️ Le parole che pesano: Gasperini, Cristante, il gruppo
Gasp non è uno che si nasconde: “La Roma non è da Champions” — una frase che rompe gli equilibri, che può essere realismo o provocazione sotto stress.
Cristante (dal ritiro) si schiera con il tecnico, parla del gruppo, del cammino, della voglia di far capire che la Roma “vuole il suo progetto”.
Dovbyk, invece, torna sulle scelte dolorose: “mi pento di non aver tirato il terzo rigore contro il Lille”. Parole pesanti, un macigno da portarsi dietro.
Giallorossi.net
Le parole del rettangolo — gioia, rabbia, giustificazioni — si intrecciano con le emozioni della Curva. Nulla è scontato. Nulla è distante. Tutto è Roma.
🏟️ Comunità giallorossa, cuore oltre l’ostacolo
Noi sappiamo bene che la fede non si misura in vittorie, ma nel sangue che versiamo per questi colori. Oggi la Roma non è perfetta, inciampa, vacilla, ma non si arrende.
Ci sono momenti in cui mettiamo via il sarcasmo e tornano le lacrime, e altri in cui un fraseggio, un cross al nulla, diventa poesia. Se la squadra fallisce, noi falliamo con lei, ma se segna, esplodiamo. Il club può cambiare volti tecnici, strategie, idee di mercato… ma la nostra voce resta immutabile: Roma, sempre Roma.
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Eccoci, fratelli giallorossi: il vento sta soffiando forte su Trigoria, e oggi è di quelli che mettono i brividi sulla pelle e fanno tremare il cuore. Qui sotto trovate il racconto più passionale (da curva) possibile delle ultime notizie sull’AS Roma, quelle che ci fanno restare svegli la notte e...Eccoci, fratelli giallorossi: il vento sta soffiando forte su Trigoria, e oggi è di quelli che mettono i brividi sulla pelle e fanno tremare il cuore. Qui sotto trovate il racconto più passionale (da curva) possibile delle ultime notizie sull’AS Roma, quelle che ci fanno restare svegli la notte e contare i giorni fino alla prossima battaglia.
🔥 La Roma in testa, con l’anima che brucia
Non è uno scherzo: la Magica è tornata a respirare sul gradino più alto. Con il 2-1 rimontando la Fiorentina, i Lupi si issano provvisoriamente in vetta alla Serie A con 15 punti in 6 partite.
Sì, lo so: può sembrare presto per parlare di comando, ma quando vinci con carattere e con cuore — e come stiamo facendo — ogni sorpresa diventa una realtà possibile.
Nei momenti difficili, spesso è la voglia che fa la differenza. Ed è proprio quella che in queste settimane stiamo respirando in ogni angolo della città: nei balconi, nella Sud, negli sguardi dei tifosi che parlano con le mani, che urlano “Forza Roma” prima ancora che la partita inizi.
⭐ Soulé, il ragazzo che sta accendendo Roma
Se dovessi indicare un nome che racchiude questa rinascita, sarebbe Matías Soulé. Gol, assist, coraggio, idee: una presenza che in poche partite è diventata indispensabile.
Con Dybala e Bailey in via di ritorno, la concorrenza cresce — ma proprio questo clima può far esplodere il meglio di tutti. Soulé si sta costruendo un posto da protagonista, e noi lo sentiamo come un figlio nostro che cresce in mezzo al cemento giallorosso.
⚔️ Dovbyk e i rigori (e quel rimpianto che pesa)
C’è qualcosa che ci tormenta: i rigori sbagliati. Dovbyk, con tutta la sua generosità e il sacrificio, ha ammesso che quei tiri falliti sono l’unico rimpianto che porta con sé.
Eppure — e qui sta la speranza — non è un errore che cancella una stagione. È un monito, un peso da portare sul petto con la rabbia dentro. E sappiamo che questo veleno può trasformarsi in forza.
Perché noi romanisti sappiamo che le ferite a volte diventano cicatrici che non si vedono, ma che danno resistenza.
🏗️ Nuovo stadio a Pietralata: si lavora
Il sogno dello stadio è tornato al centro. A Pietralata si muovono passi concreti: è iniziata la rimozione del “solettone” e si cercano i pareri, si affrontano i dossier, il Comune, la burocrazia.
Non è un cammino breve, non sarà facile, ma è un’urgenza per Roma e per chi ama questa squadra fino al midollo. Costruire una casa per la Magica, una casa che ci somigli, che profumi di sudore, fumo, cori e sogni.
🧳 La “febbre nazionale” e il ritorno di Bailey
Undici romanisti sono partiti con le nazionali per gli impegni internazionali.
E intanto, in casa nostra, si parla già di un ritorno importante: Leon Bailey è sempre più vicino al rientro. Potrebbe tornare a darci quel guizzo esplosivo che ci serve nelle partite che contano.
Questo significa più scelta, più imprevedibilità e più motivi per svegliarsi ogni mattina con il cuore che batte Roma.
🧩 Il tifoso non dimentica: Gasperini, mercato, promesse
Gian Piero Gasperini non è un nome che scegli a caso. Dopo anni ad Atalanta a forgiare anime e caratteri, è arrivato qui con la promessa di cambiare la mentalità, di riportare la Roma aggressiva, vera, scomoda per gli avversari.
Al mercato si guarda con occhi attenti: ogni acquisto, ogni cessione, è sentinella di un progetto. Il tifoso bada al sodo: non vogliamo velleità, vogliamo sostanza, vogliamo orgoglio. Alcune voci parlano di una Roma “senza Dybala” nelle richieste iniziali del tecnico — ma sappiamo che ogni trattativa ha mille sfumature.
E mentre si respira questa aria, ci piace pensare che la Roma che verrà — mattoni, pelle e sangue — si sta plasmando ora, partita dopo partita.
📅 Cosa ci aspetta
Il prossimo big match in Serie A è contro l’Inter: uno scontro da cuore e spada.
I Friedkin sono tornati a Roma e partecipano alle assemblee europee, con lo sguardo puntato anche sul futuro internazionale del club.
Intanto, i tifosi comprano ogni singolo biglietto che esce: anche per la trasferta, anche per sentire l’odore dell’erba, anche per dare la spinta che serve quando la squadra arriva.
💔 E un pensiero a noi, che amiamo da sempre
Questo articolo non è solo cronaca: è grido, è pelle d’oca, è “salire sulla Sud e urlare fino a non avere più voce”. Roma non la puoi raccontare come un'altra squadra: la vivi, la senti scorrere nelle vene, la difendi anche quando tutto sembra avverso.
Ripetiamolo fra noi: noi non molliamo mai. E se oggi siamo in vetta, è merito di chi ha creduto nei giorni d’ombra. È merito di chi ancora canta “Roma, amore mio” nel traffico, nel freddo, sotto pioggia.
Continueremo a scrivere insieme questa storia. E ogni domenica, che vinca o che perda, sarà sempre un capitolo d’onore, perché siamo romanisti, e nessuno ce lo leva.
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ROMA VINCE A FIRENZE 2-1 — E SI PORTA IN VETTA DA SOLA!
C’è da schioccare le dita, da stringere i pugni, da urlare fino a rimanere senza fiato: la Roma ieri sera ha fatto la Roma. Al Franchi, contro una Fiorentina affamata e pericolosa, i nostri han rimontato il vantaggio viola e lo hanno...ROMA VINCE A FIRENZE 2-1 — E SI PORTA IN VETTA DA SOLA!
C’è da schioccare le dita, da stringere i pugni, da urlare fino a rimanere senza fiato: la Roma ieri sera ha fatto la Roma. Al Franchi, contro una Fiorentina affamata e pericolosa, i nostri han rimontato il vantaggio viola e lo hanno ribaltato con carattere, voglia, fame. Il premio? Il primato in classifica, da oggi più reale che mai.
🔥 Roma oscura Firenze e conquista la vetta
Che battaglia! In pieno spirito da Romanisti, la squadra ha ribaltato la Fiorentina in trasferta con un 2-1 che sa di gloria.
I Viola erano partiti forte, con Moise Kean che al 14′ scoccava un bolide dal limite e lasciava il portiere senza reazione.
Ma Roma non trema. Come un cuore che non smette di battere, i nostri rispondono quasi subito: Matias Soulé con uno spunto da campione (assist di Dovbyk) ristabilisce la parità.
Poi, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Bryan Cristante anticipa la marcatura e di testa scarica nel sacco il gol del sorpasso.
Il finale è vissuto col fiato sospeso: la Fiorentina ci prova, qualche spavento, legni colpiti, ma la difesa regge. Un risultato da Romanisti veri. Con questa vittoria, la Roma sale al primo posto provvisorio in Serie A.
Il mister, Gian Piero Gasperini, da buon stratega, ha commentato così l’incontro: “abbiamo controllato bene, gestito i tempi, qualche rischio ma dominato la partita. Anche da piede fermo possiamo colpire”.
A lui piace scherzare fino in fondo: “Hai chiesto un angolo invece di un rigore… lo abbiamo sfruttato.”
⚽ La partita: cuore, sudore e testa
Partita dal sapore cupo all’inizio, perchè già al 14’ Kean sfrutta un disattenzione difensiva e punisce Svilar con un tiro preciso: Fiorentina in vantaggio e l’aria che pare farsi pesante per noi.
Ma questa Roma — la Roma dei tifosi, della curva, di chi non molla — non si piega. La risposta arriva subito, con rabbia e idee: al 22’ Matías Soulé buca l’aria con un sinistro fulminante su assist “di prima” (da chi, se non un compagno che crede nel sogno?). È l’1-1 e lo stadio, anche se è Firenze, percepisce la scossa.
Poi al 30’, sul corner battuto dallo stesso Soulé, si alza la testa di Cristante che anticipa tutti e svetta di testa: 2-1 giallorosso. De Gea tocca, ma non basta. E così la rimonta è completata prima della pausa.
Nella ripresa la Fiorentina ci prova, sbatte su nervi, legni e difesa tosta: palo di Kean, traversa di Piccoli, Gosens che spreca da due passi. Ma la Roma resiste, tiene, chiude gli spazi, soffre ma non cede. Alla fine il fischio è la liberazione: 2-1 per noi.
🎯 I protagonisti: chi ha scritto la storia
Matías Soulé: l’uomo chiave della rimonta. Gol + assist + cuore. MVP per molti.
Bryan Cristante: non è tipo da riflettori, ma nel momento decisivo svetta e firma il gol del sorpasso.
Difesa e centrocampo: Mancini, Ndicka, Çelik, Koné — hanno retto l’urto, hanno concesso poco, hanno sofferto con dignità.
Nella Fiorentina, Kean ci ha provato, intelligente, rapace — è stato il loro faro.
📊 La classifica: Roma prima, e che musica
Con questa vittoria la Roma vola a 15 punti in sei partite: prima in classifica, da sola.
La Fiorentina, invece, sprofonda: solo 3 punti raccolti finora in campionato, senza vittorie e con già troppe ombre in casa.
Questo momento va vissuto. È il momento in cui si può guardare in alto con il fiato che trema e il sorriso che fa male da quanto è largo. Non è un sogno: è una sfida che si costruisce partita dopo partita, con passione e senza paura.
💥 Commento da tifoso: “quello che volevamo, quello che meritiamo”
Quando indossi la maglia e senti nel petto il peso della storia, non puoi accettare che si fermi tutto a un momento. La Remontada contro la Fiorentina non è stata solo un gol o una vittoria: è stata l’affermazione che nessun vantaggio è troppo, nessuna difficoltà basta ad arrestarci. E che la vetta non è un’occasione, ma un diritto che dobbiamo guadagnare con sudore, cuore e unità.
Alla Viola vanno i complimenti per averci provato fino alla fine, ma la Roma è stata più squadra. È stata cinica quando serve, coraggiosa sempre, libera nel cuore.
E noi, dietro la curva, con le bandiere, con il canto, con i cuori in gola, lo sappiamo: non era una partita qualsiasi. Era una dichiarazione: la Roma c’è. E ora vuole restare.
Avanti così. In vetta, sempre Roma.
❤️ Il sangue giallorosso che scorre
Io, te, noi: la Roma ci ha regalato emozioni forti in pochi giorni. Dalla vetta in Serie A a una debacle europea da dimenticare, passando per la fine di un ciclo con De Rossi. Ma questo è il calcio, e questo è AS Roma: mai banale, sempre vivo.
Alla fine della giornata, resta un’unica certezza: noi ci siamo. C’eravamo ieri, ci siamo oggi, e ci saremo domani. Con voce roca, cuore pulsante e bandiera al vento.
Forza Roma, sempre.
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AS Roma: un cuore che non smette di battere – aggiornamenti di oggi con l’anima della Curva
🔥 Il momento è (sempre) adesso
Amici romanisti, oggi più che mai il sangue giallorosso ribolle nelle vene. In una Roma che inizia a trovare i suoi equilibri sotto la guida di Gian Piero Gasperini – arrivato in...AS Roma: un cuore che non smette di battere – aggiornamenti di oggi con l’anima della Curva
🔥 Il momento è (sempre) adesso
Amici romanisti, oggi più che mai il sangue giallorosso ribolle nelle vene. In una Roma che inizia a trovare i suoi equilibri sotto la guida di Gian Piero Gasperini – arrivato in estate per dare un’impronta più aggressiva e verticale alla squadra – i segnali che giungono da Trigoria e dallo stadio fanno già vibrare l’ambiente.
Il tecnico piemontese ha parlato oggi in conferenza alla vigilia della sfida europea contro il Lille, un match che può consolidare il cammino in Europa e dare ulteriore slancio al gruppo.
Nel corso della conferenza, Gasp ha ribadito attenzione alla gestione del gruppo, accennando alla necessità di rotazioni per evitare il logoramento mentale che certe settimane fitte di impegni possono provocare.
Con lui, sul fronte stampa, si è presentato Evan Ndicka, centrale perfetto da tenere d’occhio perché chiamato ad arginare attaccanti fisici e insidiosi, come il temuto Olivier Giroud che veste la maglia del Lille.
Ndicka ha confermato che la squadra è mentalmente lucida e pronta alla battaglia, conscia dell’importanza di questa stagione.
🏆 Serie A: si riparte dalla solidità
La Roma ha appena superato l’Hellas Verona con un convincente 2-0. Una vittoria che vale doppio: primo, perché segna il ritorno al gol di un centravanti con Dovbyk (7’ con colpo di testa)
; secondo, perché è la quarta vittoria in cinque partite, che rilancia la Roma ai piani alti della classifica.
La difesa ha retto con autorità: Svilar è stato decisivo con almeno tre interventi importanti; i centrali (Mancini, Ndicka, Hermoso) hanno mostrato solidità e compattezza; e sugli esterni Çelik ha spinto con continuità.
Il centrocampo con Manu Koné ha dato equilibrio, contribuendo anche alla costruzione e allo smistamento.
Se si vuole essere critici (e da romanista si è anche questo), la Roma ha sofferto più spesso del previsto – alcune disattenzioni hanno creato occasioni per gli avversari – ma il risultato è arrivato con compattezza e carattere. Gasp non era soddisfatto fino in fondo, ma la squadra ha risposto da squadra che vuole lottare per grandi traguardi.
Con 12 punti, la Roma è in vetta in coabitazione con Milan e Napoli: un inizio che – senza maledire l’euforia – merita rispetto e alimenta sogni.
⚽ Europa League: Lille è la prima sfida vera
Il palcoscenico è l’Stadio Olimpico, e la Roma affronta il Lille in quella che è già una prova di maturità.
Il Lille arriva con un attacco guidato da Giroud, giocatore esperto e pungente in area. La sfida, per i nostri, sarà contenere le incursioni verticali e le ripartenze – e servirà una Roma attenta, aggressiva, senza lasciar spazi.
Secondo le previsioni, non cambierà la difesa – l’assetto arretrato è uno dei punti di forza attuali della squadra.
In attacco potrebbe esserci la novità: Ferguson parte in vantaggio su Dovbyk per una maglia da titolare, con Soule pronto a supportare da dietro.
Se la Roma saprà gestire il ritmo, restare compatta e sfruttare i momenti chiave, può conquistare un risultato di prestigio che rafforzi la fiducia verso obiettivi europei ambiziosi.
💔 La tegola Bove e la speranza che non muore
Uno spigolo di riflessione: Edoardo Bove, giovane promessa giallorossa, è ancora lontano dal campo. Dopo l’evento cardiaco occorso durante il prestito alla Fiorentina, il ragazzo ha rischiato grosso.
Oggi, Bove parla con la mente e il cuore, raccontando il suo percorso di recupero, la sua forza interiore e il desiderio, misurato, di ritornare un giorno a correre per la Roma.
È una ferita al cuore di ogni romanista, ma resta vivo un filo di speranza: la Roma lo tiene sotto contratto fino al 2028.
Questo è il calcio: gioie, dolori, speranze, recuperi, coraggio. E da romanista lo sai meglio di chiunque: non molliamo.
🎯 Prospettive e ambizioni – parola di curva
Se oggi dovessi urlarlo con la voce di migliaia di cuori giallorossi: questa Roma può sognare. Non è un sogno ingenuo né sfacciato, ma costruito partita dopo partita. Con un allenatore che vuole imprimere un’identità coraggiosa, una squadra che mostra progressi, e una tifoseria che non tradisce mai, il percorso può essere esplosivo.
Chi dice che la Roma non possa puntare in alto ha dimenticato che il tifoso romanista ha il coraggio nel sangue. Ci saranno prove, battaglie, momenti difficili – ma questa città, con il suo cuore rotto e al contempo indomabile, merita di vivere stagioni di gloria.
Roma, alza la voce. Roma, canta ancora più forte. Roma, credi – sempre.
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Forza Roma, in Europa si accende la sfida: Roma – Lille si avvicina
È tempo di dribblare distrazioni, di stringere i pugni, di respirare ogni istante di questa vigilia con quella tensione che solo noi, in Curva, sappiamo fare nostra. Giovedì sera l’Olimpico sarà il teatro dove la Magica vorrà...Forza Roma, in Europa si accende la sfida: Roma – Lille si avvicina
È tempo di dribblare distrazioni, di stringere i pugni, di respirare ogni istante di questa vigilia con quella tensione che solo noi, in Curva, sappiamo fare nostra. Giovedì sera l’Olimpico sarà il teatro dove la Magica vorrà ancora una volta dimostrare che quando la partita conta, quando le luci dell’Europa League illuminano il prato, siamo pronti a dare l’anima.
🔥 Lo stato dell’animo giallorosso
Arriviamo da un’avventura che fa ben sperare: tre vittorie consecutive — contro Lazio, Nizza e Verona — che hanno restituito fiducia e slancio a squadra e ambiente.
Non è roba da poco quando l’aria intorno a Trigoria spesso è fatta di scetticismo e richieste di riscatto.
Ma non illudiamoci: non è mai tutto perfetto. Qualche spina c’è, qualche fastidio da valutare. Soulé ha avvertito un piccolo acciacco, Ndicka è uscito con crampi: questioni gestibili ma che obbligano Gasperini a scegliere con attenzione.
Dybala resta ai box per una lesione muscolare, Bailey non è disponibile, Baldanzi fuori lista UEFA.
La rosa non è infinita, ma chi scenderà in campo saprà che ha dietro una città che non perdona, ma che ama con tutto il cuore.
🧩 Formazioni e mosse tattiche: il rompicapo di Gasperini
Contro il Lille, Gasperini deve bilanciare ambizione e prudenza. Il turnover non è un optional: occorre preservare energie per il campionato, ma restare competitivi.
Le probabilità più concrete:
In porta Svilar continuerà a essere la scelta sicura.
In difesa, la linea a 3 può vedere Hermoso insidiato da Celik, affiancato da Mancini e N’Dicka.
Sulle fasce, Rensch è favorito, così come Tsimikas sulla sinistra.
In mezzo al campo, il centro sarà tra Cristante, Koné e altri che Gasperini vorrà “svegliare” ogni partita.
Davanti, il ballottaggio è serrato: Pellegrini sembra in vantaggio per giocare dietro all’attaccante. Ma El Aynaoui e Ferguson sono pronti ad affiancarlo o anche a prenderne il posto.
Dovbyk, galvanizzato dal gol recente, può insidiare il ruolo di centravanti titolare.
Si prospetta una Roma “variabile”, con moduli pronti a oscillare, uomini pronti a sacrificarsi. Serve una squadra che sappia soffrire e che sappia attaccare con coraggio.
🤝 Il Lille non è avversario da sottovalutare
I francesi arrivano con qualche assenza: Meunier e André Gomes non saranno della partita.
Ma dovremo guardare con rispetto ai loro giovani talenti e soprattutto a Giroud, che non ha bisogno di presentazioni.
Una notizia curiosa: il presidente del Lille, Alessandro Barnaba, è un tifoso romanista. Questo incontro, per lui, è qualcosa di più che una partita di calcio. Ha dichiarato: “Affrontare la mia Roma sarà incredibile.”
Quel “incredibile” pesa sul terreno di gioco e nel cuore di chi veste giallorosso.
🎯 Obiettivo nero su giallorosso: “Vittoria in casa, dominare l’Europa”
L’obiettivo è chiaro e semplice: vincere in casa, prendersi i tre punti per rilanciare la nostra corsa in Europa League. Dopo il successo a Nizza, Gasperini e i ragazzi vogliono confermarsi ancora una volta davanti al nostro popolo.
Non sarà facile: il Lille non viene a Genova per “fare la comparsa”. Ma noi all’Olimpico, con il tifo, con la voce, con i cori — quelli che fanno tremare i vetri — vogliamo trasformare il campo in un bolgia giallorossa.
Chi dovrà spiccare?
Svilar: atteso a qualche intervento decisivo.
Il reparto arretrato: non concedere spazi, non dare respiro ai nostri avversari.
Il centrocampo: l’anima della sfida, chi tiene i tempi, chi rompe le linee.
L’attacco: che sappia mordere nelle transizioni, che sappia far male quando si apre il varco.
E poi: la curva. Noi, gli irriducibili. Saremo lì a fare la differenza, a spingere quei 90 minuti come fossero eterni.
🗓 Dettagli pratici che i romanisti devono sapere
Partita: Roma – Lille
Data e ora: giovedì 2 ottobre, ore 18:45
Dove vederla: su Sky Sport, streaming su Sky Go / Now TV
Biglietti: ancora disponibili sul sito ufficiale Roma per chi vuole vivere l’emozione dal vivo.
💢 Il fuoco nella gola: il messaggio dei tifosi
Ogni volta che si avvicina una partita europea, si risveglia in noi la consapevolezza che il calcio è cuore, è identità, è orgoglio. Nessuno regala nulla e chi dimentica il perché indossa quei colori è perduto. Il Lille saprà che la Roma non è solo una squadra: è un urlo che attraversa strade, quartieri, cuori.
Gasperini e i ragazzi dovranno sentire che non sono soli: sentiranno che dietro di loro ci saremo noi, romani veri, pronti a spingere fino all’ultimo secondo. Quel “BOA” che sale, quei cori che nascono da gola e anima, quel battito che diventa unico.
Adesso è il momento di tornare a gridare. Di tornare a ragionare con le emozioni. Con le ossa, con i muscoli, col cuore. Giovedì l’Olimpico deve esplodere. E non c’è spazio per il dubbio: vincere o morire.
Forza Roma, oggi e sempre.
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Basic Information
-
Sesso
Maschio -
Data di nascita
19. 11. 1975 -
Descrizione
As roma ultras admin -
Citta'
Stadio Olimpico (Stadio Olimpico,Viale dei Gladiatori,Municipio Roma XV,Roma,Roma,IT-RM,Lazio,IT-62,00135,Italia,it)




