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asromaultras 😍 3 mesi fa
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Roma Udinese 2 a 0 guarda i goal della capolista

PELLEGRINI+ÇELIK, GASPERINI primo alla sosta:...

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Intervista di Gasperini dopo Roma Udinese, le parole del tecnico che ha portato la roma in vetta al campionato

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AS ROMA – UDINESE: CUORE, GRINTA E VITTORIA DA PRIMA DELLA CLASSE

Ragazzi… che domenica!
All’Olimpico ieri non si è vista solo una partita di calcio: si è vista LA ROMA, quella con la R maiuscola, quella che quando scende in campo senti lo stomaco che si stringe, quella che ti fa dire: “Sì, questa...
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asromaultras ha condiviso una foto. 3 mesi fa

Milan – Roma 1-0 : cronaca di un’amarezza che brucia nel petto

Ieri sera, sotto le luci cupe di San Siro e davanti a migliaia di cuori giallorossi arrivati da Roma e dintorni, si è consumata un’altra pagina dolorosa nella lunga saga tra Roma e Milan. All’ombra dei riflettori, la Roma ha...
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Milan – Roma 1-0 : cronaca di un’amarezza che brucia nel pettoIeri sera, sotto le luci cupe di San Siro e davanti a migliaia di cuori giallorossi arrivati da Roma e dintorni, si è consumata un’altra pagina dolorosa nella lunga saga tra Roma e Milan. All’ombra dei riflettori, la Roma ha combattuto, ha creduto, ha pressato, ma alla fine è uscita sconfitta per 1-0, vittima dell’unico affondo rossonero e — come spesso capita — di quegli episodi che il destino sembra riservare alle grandi sfide. ⚽ Il racconto della partitaLa partita è sembrata fin dall’inizio più una prova di resistenza che una semplice sfida tecnica. La Roma ha tenuto il pallino del gioco, ha costruito occasioni e ha cercato con insistenza di scardinare la difesa milanista. Ma spesso, nel calcio, non basta giocare bene: bisogna essere freddi, precisi, cattivi. E in quelle caratteristiche il Milan è stato più concreto ieri sera. Il gol decisivo è arrivato al 39′ del primo tempo: Leão parte in contropiede, accelera, salta il diretto avversario e serve Pavlovic che, con freddezza, batte la porta giallorossa. San Siro esplode, la Roma si ritrova a rincorrere. Nella ripresa è l’urlo disperato di una squadra che vuole recuperare. Il palo di Nkunku, le occasioni divorate, la speranza che pulsa in mezzo al tifo. E poi quel momento che ti gela il sangue: un calcio di rigore assegnato alla Roma a tempo quasi scaduto — ma Maignan vola, tuffa, respinge, e condanna i giallorossi all’amaro destino. È l’ennesima dimostrazione che in queste sfide, ogni dettaglio conta. Un contrasto, uno scatto, un’intercettazione, un tocco di mano: e se la fortuna decide di voltarti le spalle, torni a casa con l’amarezza addosso.💔 Sotto il profilo emotivo: rabbia, orgoglio, delusioneDa curva, da tifo vero, da chi sogna la svolta e la riscatta, ieri sera è stata una ferita. Una di quelle che bruciano a lungo e continuano a ricordarti che questo mestiere — il sostenere la Roma — è fatto di gioie e di sofferenze in egual misura.Perché ieri la squadra ha dato tutto. Non ha snaturato l’identità. Ha provato a fare la partita, a schiacciare, a colpire ancora. E, in certi momenti, ha comandato il ritmo, ha soffocato il Milan. Ma non è bastato.E allora restano i “se”: se avessimo segnato quel gol, se quel tiro fosse stato più preciso, se quel cross fosse entrato, se quel momento di disattenzione non fosse successo. Troppi “se” che pesano come massi sul cuore giallorosso.Gasperini, nel post-gara, ha parlato chiaro: «Abbiamo fatto il salto di qualità, ma ci manca quella malizia, quel gol sporco, quell’episodio che decide la partita». E ha ragione. I ragazzi sono lì, pronti, ma occorre ancora un pizzico di cinismo, quel guizzo che chi vince queste sfide ha dentro. E poi c’è il caso Paulo Dybala: un infortunio durante l’esecuzione del rigore — una beffa nella beffa — che costringe la squadra a valutare la sua condizione nei prossimi giorni. Un’assenza che pesa. 🔥 Il tifo e la battaglia sugli spaltiFuori dal campo, sui gradoni e nelle curve, il cuore giallorosso ha pulsato forte. I nostri non hanno mai smesso di cantare, di spingere, di credere. Anche quando il risultato era contro, anche quando tutto sembrava girato male, c’era quella luce che solo chi ama la Roma può tener accesa: la speranza.E quando è finita, con la testa bassa e le mani sporche di rabbia e delusione, il coro finale è stato un urlo: «Avanti Roma!». Perché i veri innamorati non mollano mai.🍂 Conclusione: non è finita. È una battaglia che continuaSì, la sconfitta brucia. Sì, c’è il dispiacere. Ma ieri abbiamo visto una Roma viva, una Roma che non si nasconde, che non gioca per pareggiare. E questa è una base su cui costruire.Il risultato non cambia che siamo lì, in corsa, vicinissimi, con la voglia di ribaltare il destino. Il calendario non è gentile, ma neanche noi lo siamo: lotteremo, correremo, urleremo fino all’ultimo secondo.Perché essere romanisti significa anche saper patire, saper restare al fianco della squadra nei momenti difficili. E stasera, con ancora l’eco delle note dei nostri cori nelle orecchie e le emozioni a mille, ci sentiamo più uniti che mai.